Camera di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa, denunciate irregolarità nelle procedure

CATANIA – La procedura di accorpamento della Camera di Commercio di Catania Siracusa e Ragusa si tinge di fremiti, di nuove anomalie, di numeri discordanti, di possibili nuovi esposti. Si è svolta presso la sede catanese di Confindustria, una conferenza stampa relativamente alle irregolarità sui numeri della composizione della nuova Camera di Commercio di trenta associazioni per chiedere uno stop serio all’attuale procedura e un “nuovo avvio di tutta la procedura con un arbitro imparziale”. Nella nota inviata dalle trenta associazioni si legge che “Il Commissario ad acta ha negato alle associazioni l’accesso agli atti principali della procedura, ma che è stato comunque possibile ottenerli attraverso i nostri legali. Dal loro esame emergono oggi ulteriori criticità sia nella gestione della procedura sia nelle dichiarazioni presentate dalle associazioni in merito alla consistenza di imprese e lavoratori per concorrere ai seggi del consiglio camerale. Il commissario ha operato tagli di enorme entità sui dati degli addetti che nei nostri riguardi risulta pari a 20.597 a fronte di soli 3.670 eliminati a Confcommercio. In più Confcommercio è stata ammessa, contro la legge, al settore cooperazione ed è stato sciolto d’ufficio il nostro apparentamento nei seggi della piccola impresa del commercio e dell’industria. Eliminandoci così dalla competizione per quei seggi”.
E c’è di più tra le cose contestate: i pochissimi giorni dati alle aziende per rispondere alle nuove verifiche e “ben 17.030 casi nei quali una impresa è in almeno due elenchi presentati da diverse associazioni, a volte in tre, in quattro e addirittura in cinque elenchi. Quasi il 70% di queste duplicazioni si trovano negli elenchi del raggruppamento che fa capo a Confcommercio oppure a Fapi o Eruomed”.
Il Presidente Legacoop Ct-En Giuseppe Giansiracusa, intervenendo alla conferenza stampa ha dichiarato che diverse cooperative risultano, a loro insaputa, iscritte ad altre associazioni. In particolare ha evidenziato il caso di una cooperativa abitativa, che ha realizzato gli alloggi da diversi anni e che risulterebbe iscritta nell’elenco di una associazione operante nel settore commercio, settore totalmente estraneo all’ambito di intervento della cooperativa con scopo sociale la realizzazione di alloggi per i propri soci.